Faraway so close. Examples of (re) action on climate change

Faraway so close. Examples of (re) action on climate change

Così lontano, così vicino. Esempi di (re) azione al cambiamento climatico.

 

Vincitore del secondo bando Frame, Voice, Report!, il progetto è a cura di Movimento Sviluppo e Pace con la partecipazione del giornalista Francesco Garello, del videomaker Manuel Peluso e della producer Anna Catella.

 

GLI OBIETTIVI

 

Sensibilizzare la platea target sugli SDGs 13 e 15 legati ai cambiamenti climatici e alla promozione di un uso sostenibile delle risorse naturali. Creare consapevolezza sugli effetti del cambiamento climatico e sulle sue cause con particolare attenzione alle nostre azioni quotidiane. Fornire gli strumenti per inquadrare il dibattito sul cambiamento climatico in un’ottica globale e locale e incentivare il coinvolgimento attivo attraverso la presentazione di esempi di “buone pratiche” e attraverso attività di tipo laboratoriale.

 

IL CONTESTO E I PRESUPPOSTI

 

Il cambiamento climatico ha acquisito un protagonismo sempre maggiore nel dibattito globale, complice anche il risalto dato al tema nel corso delle ultime edizioni della conferenza delle parti delle Nazioni Unite (UNFCCC). Allo stesso tempo, però, la causa umana dei cambiamenti climatici è messa in dubbio da personaggi influenti e dalle politiche di alcuni stati volte a screditare o ignorare il problema. Sebbene alle nostre latitudini gli effetti del fenomeno siano in parte già visibili, spesso vengono confusi con le manifestazioni di un clima capriccioso. Al contrario, le comunità che vivono nelle zone climatiche più estreme del pianeta, sono le più soggette al rapido mutamento in corso nel loro ambiente; si tratta sovente di aree più fragili ed esposte, ai margini della società in senso non solo climatico, ma anche geografico ed economico.

 

Chi, invece si confronta quotidianamente con questi cambiamenti sono le comunità che vivono in aree marginali, in senso economico, sociale e anche climatico. I paesi in via di sviluppo sono spesso i più colpiti. In genere le loro popolazioni dipendono fortemente dall’habitat naturale e dispongono di pochissime risorse per far fronte ai cambiamenti climatici. Qui un piccolo cambiamento può avere forti conseguenze su comunità che hanno imparato a convivere con un ambiente apparentemente ostile e inospitale. Ma qui si trova anche il seme delle esperienze di reazione al cambiamento climatico: esempi di resilienza che possono aiutarci a riflettere su come anche le azioni che a noi sembrano meno correlate, o le più difficili sulle quali intervenire possono essere pensate in maniera differente.

 

IL CASO STUDIO

 

A partire dall’esperienza di alcune comunità andine del Perù del centro e del sud, puntiamo a raccontare la complessità della situazione nella quale si trovano: l’aggravarsi del cambiamento climatico mette a repentaglio la loro sicurezza alimentare e il loro stile di vita, mentre lo sviluppo economico dell’area, rappresentato dalla “fame di terra” dei grandi gruppi minerari, trascura l’impatto sociale e ambientale sulle comunità locali.

Minacciate da un lato dalle conseguenze negative del cambiamento climatico e dall’altro dall’aggressività delle industrie minerarie queste piccole comunità rurali vivono in una situazione sempre più difficile e rischiano di scomparire.

 

ESEMPIO POSITIVO – FRAME

 

In questo contesto ci sono, però, alcuni esempi virtuosi che mostrano come, anche nelle condizioni apparentemente più difficili ed estreme, sia possibile fare la differenza. L’associazione CADEP JMA da sempre opera in queste comunità ed ha avviato il progetto “Viviendas climatizadas” (Case migliorate). Il concetto alla base dell’intervento è di “rivisitare” la costruzione tradizionale andina rispettandone le caratteristiche principali, ma apportando alcune modifiche che migliorano sensibilmente la qualità di vita dei suoi abitanti, fornendo così alle comunità andine nuovi strumenti per affrontare un clima sempre più imprevedibile.

 

OUTPUT GIORNALISTICO – VOICE/REPORT

 

Realizzeremo un documentario nell’alto Perù dal titolo “13 Grados Sur”, tra le comunità interessate dal progetto “Viviendas climatizadas”. Cercheremo di documentare i problemi creati dal cambiamento climatico nell’area andina e le sue conseguenze per la qualità della vita, sottolineando il contrasto tra lo sviluppo delle comunità che hanno deciso di accettare le offerte delle grandi miniere e quelle che sono rimaste legate alla terra, al suo rispetto e alla tradizione. Racconteremo le azioni intraprese per cercare di mitigare gli effetti negativi del cambiamento, le buone pratiche che fanno sperare nella possibilità di uno sviluppo diverso.

Il reportage costituirà la base per una riflessione ragionata e critica sul cambiamento climatico, sulle sue conseguenze, sulle buone pratiche che possono essere intraprese da tutti nel nostro piccolo, per arrivare, forse, ad azioni più importanti come interventi di bioedilizia.

 

PARTECIPAZIONE/DIFFUSIONE – ACTION

 

Sulla base dell’esperienza documentata in Perù, si cercherà di stimolare la riflessione sui temi del cambiamento climatico e delle interconnessioni che legano luoghi e azioni apparentemente lontani. Per ottenere questo alcune scuole torinesi saranno coinvolte in un percorso formativo con al centro il tema del cambiamento climatico e le buone pratiche. Nello specifico si lavorerà innanzitutto sulla sensibilizzazione sugli SDGs, e sui singoli obiettivi, con particolare attenzione al n 13 (climate action) e 15 (life on land). Si ragionerà, poi, su come questi temi vengono trattati nel mondo dei media attraverso laboratori di giornalismo che hanno l’obiettivo finale di coinvolgere gli studenti nella produzione di elaborati (scritti, video…) relativi a due aspetti dello stesso fenomeno: quello della problematica (conseguenze negative) e quello delle buone pratiche.

Una serie di proiezioni dell’output giornalistico servirà per coinvolgere anche un pubblico adulto, in questo caso attraverso il dibattito che seguirà i singoli eventi.

 

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