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SENEGAL – LAVANOU: la terra ai giovani, costruendo un modello che nasce dal territorio
A Ronkh e Ross Béthio, nella Valle del fiume Senegal, un passaggio importante del progetto LAVANOU – La Vallée Nourricière è ormai realtà: le terre destinate alle attività agricole sono state sistemate e sono pronte per essere messe in valore.
Il progetto “LAVANOU – LA Vallée NOUrricière. Projet pour l’auto-suffisance alimentaire et le renforcement des compétences locales au Nord du Sénégal” è finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Otto per Mille dell’IRPEF a diretta gestione statale, rif. FM-131/2023 – CUP F15D25000010008.
È un risultato concreto e visibile. Ma dietro quei terreni c’è un lavoro molto più ampio, che riguarda una delle questioni decisive per il futuro delle comunità rurali del Senegal: come rendere possibile l’accesso alla terra alle nuove generazioni.
Per Movimento Sviluppo e Pace, infatti, LAVANOU significa lavorare insieme alle comunità e alle loro organizzazioni perché la terra possa continuare a essere una risorsa produttiva, sociale e comunitaria accessibile anche ai giovani.
Ed è qui che il partenariato con ASESCAW – Amicale Socio-Économique Sportive et Culturelle des Agriculteurs du Walo assume un’importanza fondamentale.
La terra è infatti molto più di una superficie da coltivare
Nelle aree rurali del Senegal parlare di accesso alla terra significa entrare in un sistema complesso, nel quale norme legislative, competenze delle collettività territoriali, pratiche consuetudinarie, storia delle famiglie e riconoscimento da parte delle comunità convivono e si intrecciano. Un accesso alla terra sostenibile nel tempo deve essere riconosciuto dal territorio, compatibile con il quadro normativo e capace, nello stesso tempo, di confrontarsi con le regole e gli equilibri attraverso i quali le comunità hanno storicamente gestito l’accesso alle risorse.
LAVANOU sta cercando di lavorare esattamente in questo spazio: non per sostituire un sistema con un altro, né per imporre dall’esterno un modello di accesso alla terra, ma per sperimentare insieme ad ASESCAW, ai Comuni e alle comunità un modello che permetta ai giovani di accedere concretamente alla terra, nel rispetto tanto del diritto fondiario vigente quanto delle forme di legittimità e riconoscimento presenti a livello locale. Oggi, per un giovane che vuole vivere di agricoltura, avere competenze e volontà non basta se manca la risorsa dalla quale tutto comincia: la terra. L’accesso fondiario rappresenta quindi una condizione essenziale per trasformare un giovane da semplice forza lavoro in produttore capace di costruire una propria autonomia economica e di assumere un ruolo riconosciuto nella comunità. È una questione produttiva, ma anche generazionale. Se le nuove generazioni non riescono ad accedere alle risorse necessarie per produrre, diventa molto più difficile immaginare una prospettiva di vita e di lavoro nell’agricoltura per chi lo desidera. Rendere possibile questo accesso significa allora anche rafforzare la possibilità di scegliere di restare nei territori rurali, invece di considerare la partenza come l’unica strada possibile. LAVANOU accompagna 80 giovani produttori proprio in questo percorso, collegando l’accesso alla terra alla formazione, alla disponibilità di risorse produttive e a forme di gestione condivisa.
ASESCAW: rafforzare chi il territorio lo conosce e lo rappresenta
È forse questo uno degli aspetti del progetto a cui teniamo maggiormente. ASESCAW non svolge semplicemente il ruolo di partner operativo. È il soggetto che può accompagnare il processo nel tempo, mediare tra esigenze differenti, contribuire alla definizione delle regole di utilizzo delle risorse e fare in modo che quanto sperimentato a Ronkh e Ross Béthio diventi conoscenza e capacità che rimangono sul territorio. Rafforzare ASESCAW significa quindi rafforzare un’istituzione del mondo contadino, capace di dialogare con i Comuni e con le altre autorità e, allo stesso tempo, di mantenere il rapporto con le famiglie, i produttori e le forme locali di organizzazione sociale. Anche questo, per MSP, è cooperazione: non sostituirsi agli attori locali, ma rafforzarne la capacità di negoziare, organizzare, rappresentare e accompagnare i processi che riguardano il loro territorio.
Un modello da sperimentare insieme
La sistemazione delle terre di Ronkh e Ross Béthio rappresenta quindi un punto di arrivo, ma soprattutto l’inizio della parte più interessante del percorso. Ora quei terreni devono diventare spazi produttivi, ma anche luoghi nei quali sperimentare concretamente regole di accesso e gestione. La sfida è verificare se sia possibile costruire un modello nel quale l’accesso dei giovani alla terra, la responsabilità individuale, la gestione collettiva di alcune risorse e il riconoscimento comunitario possano convivere. Un modello che non aggiri la complessità fondiaria, ma la assuma come parte del problema e della soluzione.
Perché il diritto alla terra vive anche nella possibilità concreta di coltivarla, nella sicurezza di poter investire il proprio lavoro su quella superficie, nel riconoscimento da parte della comunità e nella capacità delle istituzioni locali di governare le risorse in maniera equa.
Dalla terra alla comunità
C’è infine una dimensione di LAVANOU che per noi è particolarmente importante. La terra resa produttiva grazie al progetto non viene pensata come un beneficio isolato destinato a singoli individui. L’obiettivo è costruire intorno a essa responsabilità condivise, forme di organizzazione e meccanismi capaci di restituire valore alla comunità. Perché l’accesso alla terra di un giovane non riguarda soltanto quel giovane: riguarda la capacità di un territorio di rinnovare la propria agricoltura, produrre cibo, trasmettere conoscenze e offrire alle nuove generazioni uno spazio reale all’interno della propria comunità. Ed è forse questo il risultato più importante che vorremmo lasciare: non soltanto terre sistemate e coltivate, ma un’esperienza concreta dalla quale imparare, capire quali condizioni permettono a un giovane di accedere alla terra in modo riconosciuto, sostenibile e duraturo, e come un’organizzazione contadina come ASESCAW possa accompagnare e custodire questo processo nel tempo.
A Ronkh e Ross Béthio, oggi, la terra è pronta.
Adesso comincia il lavoro più importante: fare in modo che quella terra diventi spazio di autonomia per i giovani, risorsa per le comunità e possibilità di futuro per il territorio rurale che la custodisce.