Movimento Sviluppo e Pace torna a Santa Cruz, a Capo Verde, per incontrare le comunità, verificare il progetto in corso e continuare una storia di cooperazione che mette al centro l’acqua, i territori rurali e le persone che li abitano.
Ci sono luoghi in cui comprendere il valore dell’acqua significa percorrere le strade che ogni giorno percorrono le persone che vi abitano.
A Santa Cruz, sull’isola di Santiago a Capo Verde, molte comunità rurali vivono nelle zone interne e collinari del territorio, tra pendii, vallate e piccoli nuclei abitati spesso distanti dalle principali infrastrutture. Qui l’accesso all’acqua non è soltanto una questione di servizi: è una delle condizioni che rendono possibile continuare a vivere, coltivare, crescere una famiglia e mantenere viva una comunità nel proprio territorio.
È in questi luoghi che Movimento Sviluppo e Pace ETS è tornato con la Vice Presidente Simona Guida e la consulente Sofia Trezzi, nell’ambito del progetto “Valorizzazione delle risorse e impianti idrici e nuove prospettive – Santa Cruz, Isola di Santiago, Capo Verde”.
Il progetto, finanziato dalla Regione Piemonte, è coordinato dal Comune di Candiolo e prosegue una relazione di cooperazione territoriale costruita negli anni tra il Piemonte e Santa Cruz. MSP vi partecipa come partner tecnico e operativo, mentre la Câmara Municipal de Santa Cruz accompagna e realizza gli interventi sul territorio.
Arrivare dove l’acqua ancora non arriva
Il progetto in corso interviene nelle comunità rurali di Boca Larga e Matinho, con l’obiettivo di estendere e migliorare l’accesso all’acqua potabile e fare in modo che la rete possa raggiungere le famiglie che ancora ne sono prive. Il lavoro viene realizzato con il coinvolgimento della Câmara Municipal, di Águas de Santiago e delle stesse comunità, con attenzione anche alla futura manutenzione delle infrastrutture.
Durante la visita abbiamo percorso direttamente i tracciati delle adduzioni, visto le condotte e i punti nei quali devono essere realizzati o completati gli allacciamenti e, soprattutto, incontrato le persone che vivono a Boca Larga e Matinho.
È difficile capire pienamente da lontano cosa significhi abitare in queste zone. Le strade sono spesso difficili, le case distribuite lungo versanti e alture e andare a cercare quotidianamente l’acqua può richiedere percorsi lunghi e faticosi, talvolta anche rischiosi.
Eppure sono comunità che continuano ad abitare e custodire questi territori. È proprio qui che il progetto acquista il suo significato più profondo: rafforzare la capacità di queste popolazioni rurali di restare, resistere e costruire il proprio futuro nei luoghi a cui appartengono.
La resilienza, in questo caso, non è una parola astratta. È fatta di famiglie che continuano a vivere nelle zone rurali nonostante la scarsità dell’acqua, di comunità che mantengono relazioni e attività nei propri villaggi, di persone che chiedono non di essere spostate altrove, ma di poter disporre delle condizioni essenziali per vivere dignitosamente dove hanno scelto di restare.
Portare l’acqua più vicino alle abitazioni significa quindi molto più che posare dei tubi. Significa ridurre una fatica quotidiana, restituire tempo, aumentare la sicurezza e rendere questi territori più abitabili.
Una storia che non comincia oggi
La missione è stata anche l’occasione per tornare sui luoghi raggiunti dai precedenti progetti di cooperazione per l’accesso all’acqua. Abbiamo visitato le adduzioni già realizzate e incontrato altre comunità beneficiarie, tra cui quella di Ponta Saltos, per vedere cosa rimane di un progetto quando il progetto formalmente è terminato.
Ed è forse questo uno degli aspetti più importanti della cooperazione. Un’infrastruttura idrica non esaurisce il proprio valore nel momento in cui viene inaugurata. Continua a vivere ogni giorno nelle case raggiunte dall’acqua, nelle attività delle famiglie, nella possibilità di restare in un territorio che senza servizi essenziali rischierebbe progressivamente di svuotarsi.
Visitare oggi le opere costruite attraverso i progetti precedenti ci ha permesso di vedere concretamente la continuità tra ciò che è stato fatto e ciò che stiamo facendo adesso. Il progetto di Boca Larga e Matinho non nasce quindi come un intervento isolato, ma come un nuovo tratto di una storia più lunga: una cooperazione che, passo dopo passo, prova ad ampliare l’accesso all’acqua nelle aree rurali di Santa Cruz e ad accompagnare le priorità indicate dalle comunità e dall’amministrazione locale.
La cooperazione è fatta prima di tutto di relazioni
Questa continuità non riguarda soltanto le infrastrutture. Durante gli incontri, la Câmara Municipal de Santa Cruz ha voluto ricordare con particolare affetto Piergiorgio Gilli e Pierre Monkam, che hanno rappresentato due figure importanti nella storia delle relazioni di Movimento Sviluppo e Pace con il territorio.
È stato un momento semplice e molto intenso, che ha ricordato a tutti noi una cosa essenziale: la cooperazione vive nelle opere che rimangono, ma anche nelle relazioni che le hanno rese possibili. Le persone passano, i progetti iniziano e finiscono, ma alcuni legami diventano parte della memoria dei territori. Ritrovare, a distanza di anni, il ricordo e l’affetto per chi ha contribuito a costruire quella relazione è forse una delle testimonianze più belle del valore di un percorso di cooperazione.
Dal Piemonte a Santa Cruz, una rete di territori
Anche il progetto attuale nasce da una rete.
Il Comune di Candiolo ne è capofila insieme ai Comuni di Piobesi Torinese, Virle Piemonte, Druento, Carignano e Vaie. Partecipano inoltre Movimento Sviluppo e Pace ETS, il Politecnico di Torino, il Consolato Onorario della Repubblica di Capo Verde a Torino, CAI Candiolo, SPAIP – Se Puoi Aiuta il Prossimo e RE.TE ONG.
Sul versante capoverdiano partecipano la Câmara Municipal de Santa Cruz, Águas de Santiago, Associação dos Municípios de Santiago, APDM, insieme alle scuole e alle organizzazioni della società civile coinvolte. È esattamente questa la logica della cooperazione decentrata: mettere in relazione territori e comunità, non semplicemente trasferire risorse.
Continuare
La visita a Santa Cruz è servita naturalmente anche a verificare ciò che resta da fare. Le verifiche tecniche effettuate a Boca Larga e Matinho hanno permesso di definire meglio materiali, attrezzature e lavori necessari per completare gli allacciamenti idrici previsti.
Ma il viaggio ha prodotto anche qualcosa di più importante: ha permesso di guardare oltre il progetto attuale.
Insieme alla Câmara Municipal e ai partner abbiamo iniziato a ragionare sui bisogni che restano ancora senza risposta e sulle possibilità di proseguire questa collaborazione.
Perché l’accesso all’acqua nelle aree rurali di Santa Cruz non può essere letto soltanto come la soluzione di una carenza infrastrutturale. Significa sostenere comunità che hanno dimostrato una straordinaria capacità di adattamento e che chiedono di poter continuare a vivere nei propri territori.
Sostenere queste comunità significa contribuire a creare le condizioni affinché possano continuare a scegliere il proprio territorio come luogo in cui vivere e immaginare il futuro. Un territorio duro, che chiede molto a chi lo abita, ma anche di una bellezza straordinaria: da lassù, tra gli altopiani, le vallate e il cielo di Santiago, sembra davvero di poter toccare il cielo con un dito.
Ed è da qui che vogliamo continuare.